Ho attraversato lo
stretto di Gibilterra a nuoto.
Dopo
quasi un anno dalla non riuscita traversata di Gibilterra, da me effettuata nel
settembre 2007 è giunto il momento, dopo allenamenti giornalieri e pensieri
notturni, di partire per il sud della pagna, direzione Tarifa. Già il nome da
un senso strano del posto, infatti cosi è. per arrivarci io ed il mio amico Marcello, che mi ha seguito
sulla barca durante la mia avventura, siamo partiti da Malpensa ed abbiamo
fatto scalo a Malaga. Da li, con circa 4 ore di autobus,
siamo giunti a Tarifa. Città ormai arabeggiante, africana ,
con un particolare, il vento, che sarà quello, assieme alle maree ed alle
correnti, a permettermi di riuscire o no nell'avventura della traversata dello
Stretto.
Quando
arrivo sulla collina di Tarifa, riesco a vedere abbastanza bene lo Stretto e
l'altro continente l'Africa, cosa assai strana. Infatti l'anno scorso ho dovuto aspettare ben 4 giorni per
vedere dall'altra parte il Marocco. Anche la nebbia è causa di fallimento. Giunto a Tarifa, vado
subito in albergo dal mio amico Antonio Gill Bravo, proprietario e grande nuotatore in acque libere che ha gia portato a
termine bel 5 volte lo Stretto ed a settembre prossimo si cimenterà con
Gli
chiedo subito le condizioni del mare dei prossimi giorni. Lui prende un
libricino, dove ci sono indicate le maree di tutti i giorni dell'anno e dopo
aver controllato mi dice , domani è un buon giorno, ma
anche lunedi, martedi sino a mezzo giorno, perchè martedi cambia in levante e
quindi diventa praticamente impossibile. Alla fine mi guarda e con un sorriso mi dice, vamòs Danièl
quest'anno crusamo lo Strecio(quest'anno attraversiamo lo Stretto).
Devo
dire che queste parole mi hanno dato un senso di calma
e forza nello stesso tempo. Lo saluto e mi dirigo immediatamente nel porticiolo
per parlare con i pescatori ed avere informazioni sul mare. Anche loro mi confermano
ciò che ha detto Gill Bravo "Fino a martedi è buono, poi arriva il Levante
e di la non ci vai assolutamente". Non resta altro che vedere Rafael
Mendoza, il responsabile della Traversata per fissare con lui tutti i
particolari della Traversata.
Qui
nulla è semplice, dal mare alla definizione della data e dell'orario. Tutto
iniziò due anni fa. Dopo aver traversato
Scilla e Cariddi(Stretto di Messina) ho deciso su consiglio di Francesco
Cacopardo(forte nuotatore messinese) di tentare questa
semplice"pazzia". L'anno scorso ho sbagliato la data, mare e vento
pazzesco, mi stavano spingendo verso Ceuta, in una zona non autorizzata e quindi sono dovuto
risalire sull'imbarcazione. Quest'anno non ero ritornato li
sicuramente per avere lo stesso risultato. Ho cambiato allenamento. 3/4 volte
la settimana in piscina con un totale di 15/20km
circa, poi vogatore e bicicletta. Al mare solo negli ultimi 15 giorni e poi
alcune gare di triathlon lungo .
Ho
radicalmente cambiato sistema di allenamento rispetto
l'anno passato che era basato sui lunghi in mare. Secondo me il fondo va bene,
per affrontare questa impresa, ma nonn è sufficiente
in quanto bisogna allenarsi anche alla forza. Così con Rafael si decide per
martedi mattino 28 luglio. Dopo tre giorni di carico di carboidrati, gelati,
nutella, è giunto il momento. Martedi, sveglia ore 5.30, fatto una semplice
colazione a base di te con acqua del rubinetto della camera,fette
biscottate un po di nutella e miele. Io mi sento bene, mi sento pronto,
Marcello, non riesce a nascondere un po di agitazione.
Ad un quarto alle otto si parte. direzione porticciolo
di Tarifa. Scattiamo qualche foto, poi la prima persona che incontro è Antonio
Montièl, il barcaiolo, quello dell'anno scorso che mi ha fatto salire sulla
barca. Non nego che subito ho avuto un attimo di titubanza ma
appena lui mi dice..Olà Daniel oj crusàmo,
gli allungo la mano per stringere fortemente la sua con uno scambio di
energie.
Dopo
cinque minuti arriva Rafael ed Antonio Gill Bravo, che oltre a farmi coraggio mi
dice che troverò il primo miglio di mare contro ma poi si calmerà ed andra
tutto liscio, forse verso la fine avrò ancora il mare contro. Perfetto, Tiro fuori vaselina
muta occhialini due o tre paia che deciderò solo prima di partire quali usare. Mi infilo la muta la cuffia in neoprene e la cuffia in
lattice. Il mio amico Marcello mi dirà poi dopo che in quel momento forse per
l'abbigliamento o forse per la concentrazione, ero
un'altra persona, quasi irriconoscibile.
Rafael
dà le ultime informazioni al barcaiolo e poi si parte.
Usciamo qualche metro dal porticiolo sino a raggiungere degli scogli vicini . Devo buttarmi toccare gli scogli ed iniziare la mia
avventura. E cosi è, vado vicino agli scogli, troppo
vicino che le onde mi fanno prendere una gambata contro di loro, ma non fa
niente. Si parte. Il barcaiolo si è raccomandato di non guardare mai la terra opposta ma di guardare solo l'imbarcazione, che seguirà la
rotta più perfetta possibile. Qui il
mare ideale non c'è mai. diciamo che qui c'è il mare
"meno peggio". Ho deciso con Marcello di fare rifornimenti ogni 40'.
Nel primo tratto gli occhialini mi saltano via per le ondate che mi arrivano in faccia. Due
respiri a destra ed uno al centro per non perdere la barca di vista . La barca,non tutte le volte che cerco di vederla ce la faccio perchè
davanti a me mi trovo l'onda che alta. Tra imbarcazioni giganti che mi passano veloci davanti, i
1000 mt di fondale ed i gabbiani che scendono a pelo d'acqua per vedere che
razza di pesce sono, al punto quasi di beccarmi i piedi, arrivo al primo
rifornimento con miele ed acqua
naturale. Marcello che mi incita, dai che vai
benissimo. poi secondo terzo quarto rifornimento, ma
il mare che doveva cambiare non lo trovo proprio. Lotto bracciata su bracciata. Arrivo al
qiunto o sesto rifornimento e Marcello mi dice che
dobbiamo posticipare il prossimo rifornimento a 50' perchè siamo in una zona
dove la corrente è insistente ( c'èra il pericolo di andare a rifinire ancora
sulla rotta di Ceuta) a questo punto ho avuto un'attimo di stizza ," ma è
dall'inizio che è così!!". Riparto non mollo e
sento che le bracciate ci sono ancora e che le braccia escono dall'acqua(quando
fanno fatica ad uscire è segno tangibile che uno è cotto). La mia mente si
concentra il più possibile per avere anche da lei il massimo dell'energia.
Seguo
ogni minimo spostamento della barca per cercare di fare meno percorso
possibile. Vedo l'imbarcazione che si mette di traverso, Marcello che si
affaccia mi
allunga la bottiglia con i sali e con una voce che non dimenticherò più mi
dice, "manca un chilometro un chilometro".
Rimane
con la bustina di integratore gel in mano ed io parto.
A quel punto tutto cio che vedo davanti a ma sembra
piu vicino, Solo in quel momento sento che forse la corrente cambia. Sento
l'acqua che mi alza le gambe da dietro e che mi spinge forse verso la meta. Ma è un continuo
tira e molla . A quel punto non posso fare a meno di
cercare con gli occhi la sponda di arrivo.
Vedo
un sentiero che sale sulle montagne che fronteggia il
mare, mi sembra ogni volta sempre piu grande fino ad identificarlo in una
strada. ormai ci siamo. comincio
a pensare a tantissime cose belle che questa avventura stava per darmi.
Immagino di approdare su una spiaggia, ma non vedo spiaggie. Dentro di me dico.. sarò ancora lontano? . Ma poi mi rendo conto che sono
arrivato a Punta Leona e che li di spiaggie non ce ne
sono . E' tutta una scogliera. Nuoto, nuoto voglio toccarla proprio quella
scogliera dove
grosse onde si infrangono contro. A quel punto Antonio ,
mi fa segno di fermarmi ad una decina di metri perchè è troppo pericoloso. Mi
scatta alcune foto che confermano la mia Traversata e non mi resta altro che
farmi pescare come un "tonno "da Marcello ed Antonio. Vittoria!Dopo 5h e 17' e
I
tre ironman, le 5 mds, lo stretto di Messina, il monte bianco dal Rifugio
Cosmic, il Dente
del Gigante, non sono mai stati cosi impegnativi come quest'ultima avventura che forse è anche la
più bella, perchè me la sono guadagnata giorno dopo giorno, allenamento dopo
allenamento.
"Saluti
sportivi"
Daniele
http://susinski.splinder.com/post/17972922





